Il Consiglio di Stato ha recentemente respinto l’inconsistente opposizione di Unia sulla richiesta di obbligatorietà generale per il contratto della vendita.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) comunica di aver autorizzato le aperture straordinarie dei negozi di ogni genere nel periodo pre-natalizio 2019 nei seguenti giorni (cfr. Foglio Ufficiale n. 16/2019 di venerdì 22 febbraio 2019, pag. 1868):
Nelle scorse settimane il sindacato Unia ha rotto il «silenzio stampa» che si era imposto riguardo il contratto collettivo della vendita. In una conferenza stampa ha dichiarato che verrà fatta opposizione all’istanza di obbligatorietà del CCL vendita. A riguardo abbiamo posto qualche domanda a Paolo Locatelli, responsabile cantonale settore della vendita e vicesegretario cantonale.
Sullo scorso numero del bollettino di Unia, abbiamo avuto il piacere di leggere una pioggia di veleno e inesattezze sul contratto collettivo della vendita che OCST è soddisfatta di avere firmato. Vale la pena di fare un po’ di chiarezza a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. OCST ha avuto in questa faccenda un ruolo chiave fin dall’inizio. Erano quasi vent’anni che i sindacati cercavano un’intesa con la parte padronale per regolamentare un settore. Dei 9’000 lavoratori della vendita, 4’500 impiegate e impiegati erano privi di qualsiasi protezione contrattuale.