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Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

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2019

Il Lavoro n.1 del 24 gennaio 2019 Il Lavoro n.2 del 7 febbraio 2019
Il Lavoro n.3 del 21 febbraio 2019

Prima pagina

Il Ticino di fine ‘800 vede molti uomini emigrare all’estero oppure oltralpe in cerca di lavoro. Sono soprattutto donne e giovani a lavorare i campi e molti di essi entrano progressivamente nelle fabbriche di seta per arrotondare il magro bilancio familiare. La situazione cambia con l’apertura della linea ferroviaria del Gottardo (1882), che porta un aumento delle fabbriche presenti sul territorio e al ritorno graduale dei migranti.
Martedì 5 marzo si è tenuta presso il ristorante «La Nuova Pergola» a Quartino l’assemblea regionale OCST Locarno – Bellinzona per il personale forestale. Presenti i colleghi Robertino Bay, Diana Camenzind e Gianni Guidicelli (responsabile cantonale per il settore e membro di commissione paritetica) che hanno puntualmente risposto alle domande e raccolto le proposte e segnalazioni giunte dai numerosi associati presenti.
Dal 2013 la Svizzera sta negoziando con l’Europa un accordo quadro istituzionale. Le misure di accompagnamento a salvaguardia dei salari e delle condizioni d’impiego sono sempre state considerate un confine non valicabile, ma l’attuale bozza d’intesa indebolisce questa tutela. Travail.Suisse respinge con decisione un simile accordo quadro.
Il 7 aprile di quest’anno ci saranno le elezioni per il rinnovo, oltre che del Consiglio di Stato, anche del Gran Consiglio. Pure per questa tornata l’OCST è felice di poter presentare quattro candidati. Due di loro, Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, erano già in carica nel quadriennio precedente. A loro si aggiungono Paolo Locatelli e Claudio Isabella con l’intento di rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Parlamento.
Le vicende legate ad Argo1 e allo scandalo dei permessi (quest’ultimo dimenticato troppo frettolosamente) come pure altri errori commessi presso l’Amministrazione cantonale, hanno certamente fatto emergere i limiti della macchina Stato – e non solo – nella gestione di situazioni straordinarie.